Pagamenti immobiliari digitali: l’assegno ha fatto il suo tempo

Nel settore immobiliare c’è una scena che si ripete ancora ogni giorno.
Da una parte software gestionali, firme elettroniche, campagne pubblicitarie automatizzate, intelligenza artificiale e strumenti di marketing sempre più sofisticati.
Dall’altra un assegno compilato sul cofano di un’auto.
È da questa contraddizione culturale che nasce la conversazione tra Gerardo Paterna ed Edoardo Ribichesu, co-founder di Homepay, durante una puntata di POPCAST REview dedicata al futuro dei pagamenti immobiliari digitali.
Il settore immobiliare ha imparato a digitalizzare la promozione degli immobili, ma continua a gestire la fase più delicata della compravendita con strumenti percepiti sempre più spesso come vecchi, opachi e difficili da comprendere per le nuove generazioni.
Il problema non è l’assegno. È la fiducia
Durante la puntata emerge un concetto molto interessante: l’assegno sopravvive non efficienza, ma perché rappresenta, agli occhi di molti operatori, una forma di controllo sulla trattativa.
Ribichesu lo dice chiaramente: l’agente immobiliare teme di perdere presa sulla negoziazione se il deposito non è immediatamente visibile, tangibile, “fisico”.
Eppure questo sistema oggi mostra diversi limiti.
Molti clienti under 35 non hanno mai compilato un assegno. Alcuni non ne possiedono nemmeno uno. E quando scoprono che quell’assegno verrà lasciato in deposito fino all’accettazione della proposta, il livello di fiducia si abbassa invece di aumentare.
La questione quindi non riguarda soltanto il metodo di pagamento. Riguarda la percezione di sicurezza.
Secondo Ribichesu, la tecnologia può trasformare la fiducia da promessa verbale a elemento oggettivo e verificabile.
L’idea alla base di Homepay è proprio questa: creare un sistema regolamentato e monitorato che permetta di gestire digitalmente i depositi collegati alle compravendite immobiliari, mantenendo trasparenza, tracciabilità e controllo.
Il dato del “white paper” sui pagamenti immobiliari
Durante l’intervista viene citato anche uno dei dati emersi dal primo white paper sui pagamenti immobiliari realizzato da Sinergie in collaborazione con Homepay.
Su oltre 200 agenti immobiliari intervistati, solo il 7% dichiara di utilizzare strumenti digitali per la caparra, mentre l’80% risulta ancora legato all’assegno.
È un dato che racconta bene la distanza tra innovazione dichiarata e operatività reale dove, a fronte di una certa digitalizzazione, nel momento economicamente più delicato della trattativa, il settore torna improvvisamente alla carta.
Secondo Ribichesu questo accade soprattutto per una questione di abitudine. “Si è sempre fatto così” resta ancora oggi uno dei principali ostacoli all’adozione di nuovi standard operativi.
Pagamenti immobiliari digitali e ruolo dell’agente immobiliare
Uno degli aspetti più interessanti della puntata riguarda il timore della disintermediazione.
Ogni volta che arriva una nuova tecnologia, una parte del settore teme di perdere centralità.
In realtà, la direzione sembra essere opposta.
La digitalizzazione dei pagamenti immobiliari non elimina il ruolo dell’agente immobiliare. Lo sposta verso attività a maggiore valore consulenziale.
Gerardo Paterna utilizza una definizione molto efficace durante la conversazione: l’agente immobiliare diventa “traduttore del mercato”.
Le informazioni oggi sono accessibili a tutti. Quello che cambia è la capacità di interpretarle, contestualizzarle e renderle comprensibili per il cliente.
Lo stesso principio vale per i pagamenti.
Un sistema digitale non sostituisce il professionista. Gli permette di offrire un processo più comprensibile, sicuro e coerente con le aspettative contemporanee.
Embedded finance e futuro delle compravendite
Nella parte finale dell’intervista emerge anche un tema destinato a crescere nei prossimi anni: l’embedded finance.
In pratica, i servizi finanziari entrano direttamente dentro il processo immobiliare.
Mutui, incasso delle provvigioni, depositi, gestione documentale e pagamenti diventano parti integrate dello stesso ecosistema operativo.
Secondo Ribichesu, il vero cambiamento sarà questo: eliminare attività ripetitive e burocratiche per lasciare più spazio alla relazione, alla consulenza e alla negoziazione.
La tecnologia, quindi, non come sostituzione dell’agente immobiliare, ma come leva per aumentare qualità, trasparenza e fiducia percepita.
Ed è forse questo il punto più interessante della conversazione: al settore immobiliare non serve ancora più tecnologia, piuttosto il bisogno è quello di rendere più comprensibili e sicuri i momenti che possono generare più tensione per clienti e operatori.
E oggi, i pagamenti, sono sicuramente uno di quelli.
“La tecnologia trasforma la fiducia in un fattore oggettivo.”
Edoardo Ribichesu
FAQ - Pagamenti immobiliari digitali
Molti agenti immobiliari lo considerano ancora uno strumento di controllo della trattativa e una garanzia tangibile dell’impegno dell’acquirente.
Sono sistemi che permettono di gestire caparre e depositi in modo digitale, tracciabile e regolamentato, senza utilizzare assegni cartacei.
È un deposito collegato a una proposta di acquisto gestito attraverso piattaforme digitali conformi alle normative finanziarie.
No. La tecnologia automatizza alcune attività operative, ma aumenta il valore della consulenza e della relazione professionale.
È l’integrazione di servizi finanziari dentro il processo immobiliare, come mutui, depositi, pagamenti e incasso delle provvigioni.

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