Open House: il metodo per vendere casa velocemente. Ma che fine fa la mediazione?

L’Open House è una strategia di vendita immobiliare nata negli Stati Uniti, sbarcata in Italia da circa un decennio. Come spesso accade nel nostro Paese, ha generato una spaccatura tra operatori del settore: alcuni la considerano un’opportunità efficace, altri la vedono con scetticismo.
Quando viene eseguito correttamente, questo metodo offre vantaggi concreti a tutte le parti coinvolte.
I vantaggi per venditori, acquirenti e agenti
- Per l’agente immobiliare: ottimizza la propria agenda, mostrando lo stesso immobile a oltre 40 persone in poche ore. Inoltre, sfrutta l’evento per dimostrare la sua professionalità e il suo metodo di lavoro, acquisendo nuovi contatti e costruendo relazioni.
- Per il proprietario: non deve modificare la sua routine quotidiana in continuazione, ma prepara la casa una sola volta per accogliere i potenziali acquirenti. Inoltre, può valutare più offerte contemporaneamente, riducendo il rischio di svendere e spesso ottenendo un prezzo superiore a quello pubblicato.
- Per l’acquirente: ha più tempo per visionare l’immobile in un ambiente rilassato, senza la pressione del proprietario o appuntamenti frenetici.
Nel corso degli anni ho studiato e perfezionato questo metodo, adattandolo al mio mercato. Oggi non prendo in considerazione di vendere un immobile senza organizzare un Open House.
Conflitto tra Open House e mediazione immobiliare?
La normativa italiana definisce l’agente immobiliare come una “parte terza” tra venditore e acquirente, imponendogli il ruolo di mediatore. In taluni contesti si sono anche adottate regole deontologiche per vietare la raccolta di più proposte di acquisto contemporaneamente, impedendo così al proprietario di scegliere la migliore o la più adatta alle proprie esigenze.
In 25 anni di esperienza, nessun venditore mi ha mai chiesto di “mediare”, ma piuttosto di difendere il prezzo della sua casa. L’Open House mi permette di rispondere in modo concreto a questa esigenza. È questa la ragione che ci ha fatto diventare parziali, rappresentando in modo trasparente e senza equivoci gli interessi del proprietario. All’acquirente non viene chiesto alcun compenso, pur offrendogli assistenza fino al rogito notarile. Questa è una scelta coerente con il nostro approccio al mercato.
Quindi la domanda resta: un proprietario preferirebbe adottare l’Open House o valersi di un agente che rispetti il principio della mediazione restando al di sopra delle parti?

Respiro e vivo l’immobiliare da 25 anni, adottando un pensiero critico con lo scopo di migliorare l’esperienza di chi si affida a me e la percezione dell’utenza del settore. Per questo ho fondato SoldHouse, il Metodo che garantisce al proprietario di vendere al massimo prezzo e in meno di 20 giorni, rinunciando al compenso dell’acquirente.



