Gestionale immobiliare? Meglio un cervello: il CRM non è (più) un optional

Gestionale immobiliare: una storia che parte da lontano
Quando nel 2001 Angelo Semerano ha sviluppato il primo prototipo di Gestim, non immaginava certo che da quel software artigianale — creato per collegare due agenzie immobiliari che si scambiavano immobili via fax — sarebbe nata una piattaforma usata oggi da oltre 2.500 agenzie italiane. Intervistato da Gerardo Paterna per POPCAST REview, Semerano ha raccontato la nascita quasi casuale di un software diventato ormai sinonimo di CRM immobiliare.
“Mi chiesero un programma per collegare due uffici. Il preventivo era alto, così dissi: lo sviluppo se posso rivenderlo ad altri. È nato così Gestim”, spiega Angelo.
Ma se la tecnologia si è evoluta, il mercato immobiliare è rimasto indietro. E su questo punto Semerano è diretto: “Il CRM non entra nel quotidiano delle agenzie. È il grande problema. Manca la cultura del software. Non la consapevolezza dell’importanza delle relazioni: quella c’è. Manca l’abitudine a gestirle con uno strumento.”
Il CRM immobiliare tra innovazione e resistenze
Oggi si parla di CRM più che di gestionale immobiliare, ma spesso solo a parole. “Tutti sanno quanto è importante gestire bene i dati, ma pochi lo fanno davvero. Perché? Perché gran parte delle agenzie sono microimprese: una o due persone che fanno tutto. Non hanno tempo, né voglia, né struttura”, dice Angelo.
E aggiunge con un esempio efficace: “Per esempio, dare un CRM evoluto come Salesforce a un’agenzia è come darle una pistola carica. Preferirebbero spararsi piuttosto che usarlo. Noi con Gestim cerchiamo un percorso di adozione più dolce”.
Il cuore del problema è culturale, ma anche strutturale. Le agenzie più grandi, i network, hanno team e back office che possono supportare l’uso di strumenti evoluti. Le realtà più piccole arrancano. E così, mentre in Spagna il CRM è già uno standard, in Italia si combatte ancora con l’agenda cartacea e i post-it.
Gestim 9: una nuova interfaccia, la stessa missione
Proprio per agevolare questa transizione, nasce Gestim 9. Dopo sette anni dalla versione precedente, arriva una nuova interfaccia pensata per semplificare l’esperienza d’uso. “Abbiamo inserito una ricercatrice in user experience. L’obiettivo è ridurre i bottoni, non aggiungerli. Rendere il sistema flessibile, che si adatti all’utente, non il contrario”, racconta Semerano.
La novità principale? Un approccio ancora più orientato all’intelligenza artificiale e all’automazione dei compiti ripetitivi. “Un incrocio tra richiesta e immobile che normalmente richiede 15 minuti, con Gestim si fa in uno solo. E non grazie ad un LLM, ma ad un algoritmo nostro, in sviluppo da oltre dieci anni.”
Il lancio è accompagnato da un tour di 12 tappe in tutta Italia: “Vogliamo guardare le persone negli occhi, capire cosa funziona e cosa no. Quando vedi la luce negli occhi degli utenti, capisci che hai fatto qualcosa di utile.”
L’etica più della tecnologia
Il messaggio finale, però, è tutto umano: “La tecnologia è inutile se non c’è relazione. Puoi avere tutte le automazioni del mondo, ma se non curi il rapporto col cliente, non serve a niente. E per fortuna — conclude Angelo — l’agente immobiliare etico esiste, eccome. Sono tanti. Ed è con loro che voglio continuare a lavorare.”

Lavoro nell’immobiliare dal 1994. Dopo una lunga esperienza come agente, dal 2016 sono divulgatore a tempo pieno. Collaboro con professionisti e aziende per creare valore attraverso una comunicazione efficace e percepita. Conduco i format video POPCAST REview e icone.



